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venerdì 8 giugno 2018

La clessidra magica

Con grande gioia nel cuore, finalmente, mi sono deciso ad auto pubblicarmi su Amazon e l'ho fatto con un racconto che mi è sempre stato nel cuore. Perché, vi chiederete, qualcuno dovrebbe spendere dei soldi per leggere un racconto? Capisco che possa sembrare assurdo, ma, in fondo, per quello che costa, stai in qualche modo contribuendo alla realizzazione di un sogno. In questo racconto ho cercato di metterci tutta la passione e l'amore che ho nei confronti della scrittura. Spero che piaccia!

Sinossi
John è un uomo che sogna di diventare uno scrittore, però a causa del suo lavoro e agli impegni famigliari non trova mai il tempo per scrivere. Un giorno, grazie ad un piccolo aiuto magico, troverà finalmente il tempo che ha tanto sognato. Ma non sempre avere tanto tempo a disposizione aiuta a diventare scrittori....


 LA CLESSIDRA MAGICA


Fatemi sapere se il racconto vi è piaciuto e non esitate a contattarmi per opinioni, consiglio o anche solo per conoscermi meglio.



lunedì 21 maggio 2018

Haruki Murakami - L'uccello che girava le viti del mondo



Qualche tempo fa ho finito la lettura di questo splendido libro di Murakami. Nella mia personale classifica si piazza al secondo posto tra 19Q4 e Kafka sulla spiaggia. Ho adorato questo libro e mi sono lasciato completamente trasportare dalle vicende dei molti personaggi che popolano questo romanzo. Come mi ha sempre abituato Murakami, i suoi personaggi sono incredibilmente vividi, reali, tangibili. Col passare delle pagine diventano amici. Impossibile non affezionarcisi. Murakami ha poi quel grande pregio, e invidio molto questa sua dote, di riuscire a dare una sensazione di profondità anche quando i suoi personaggi fanno le azioni più semplici come l'andare a fare la spesa o cucinarsi qualcosa. Nelle azioni più banali e quotidiane riesce a dare una profondità ai suoi personaggi grazie a quello che pensano e a quel suo stile unico di scrittura. Cucinare non è solo il semplice atto di prendere del cibo e metterlo sul fuoco, ma diventa un pretesto per delle profonde riflessioni sul senso della vita. Sto facendo un esempio molto generico ma questo autore riesce a trasportarti nella testa dei suoi personaggi in maniera unica. Su due piedi non so se conosca altri scrittori in grado di dar vita ai personaggi con questo stile. Ci sono sicuramente, e magari altrettanto bravi, ma nessuno ha questo suo modo unico di creare personaggi. La trovo come una sorta di firma personale. Murakami ha
quel modo di scrivere che mi ha conquistato già dal suo primo libro che ho letto, Norwegian Wood. Potrei stare ore a parlare di questo scrittore senza mai stancarmi. Tra gli scrittori contemporanei in vita è sicuramente il mio preferito e nella mia collezione, dei suoi libri, me ne mancano solo un paio. A casa, ho un ripiano della mia grande libreria dedicato solo a lui.

Parlando del libro in se, se dovessi descriverlo a qualcuno che non lo ha letto, mi rendo conto di trovarmi in grande difficoltà. Con un certo imbarazzo non saprei proprio da dove cominciare. Ci sono così tante storie all'interno di questo romanzo, così tanti personaggi, e ognuno la la sua  vita raccontata che è difficile descrivere il sottile filo che collega tutto quanto. Ritengo che sia come un contenitore di vite, una più interessante dell'altra. La trama è così fitta di eventi tanto diversi da loro ma altrettanto legati tra loro che solo quando si arriva alla fine il quadro d'insieme viene fuori. Dire che questo romanzo racconta le vicende di un uomo sposato e un giorno sparisce il gatto della moglie che lo supplica di ritrovarlo, e poi anche lei sparisce di punto in bianco, sarebbe riduttivo. La storia è costellata di personaggi pazzeschi, ognuno che vive in un proprio micromondo e l'unico modo per comprendere quello che sto cercando di dire è leggere questo fantastico romanzo. Alla fine della lettura, per quanto mi riguarda, ho vissuto una sorta di malinconia. Mi sono sentito come se degli amici mi avessero salutato e non gli avrei rivisti per molto tempo. Non è un libro facile da digerire, secondo la mia modesta opinione, Murakami o si ama o si odia. Io penso di avere una sensibilità tale da farmelo amare alla follia e già non vedo l'ora di rileggere questo libro che ritengo un suo grande capolavoro. Lo consiglio vivamente a chi ama questo scrittore, forse non lo consiglierei a chi vuole iniziare a conoscere Murakami, vista anche la mole del libro che conta oltre le ottocento pagine; ma se ancora non avete letto L'uccello che girava le viti del mondo e vi piace questo scrittore, questo libro vi toglierà il sonno.

domenica 20 maggio 2018

Albert Camus - Lo Straniero

Ho scelto il prossimo libro che mi accompagnerà per i prossimi giorni. Si tratta dello straniero di Albert Camus. Libro di poco più di centocinquanta pagine. Le aspettative sono alte. 


Note di copertina 

Pubblicato nel 1942, Lo straniero è un classico della letteratura contemporanea: protagonista è Meursault, un modesto impiegato che vive ad Algeri in uno stato di indifferenza, di estraneità a se stesso e al mondo.
Un giorno, dopo un litigio, inesplicabilmente Meursault uccide un arabo. Viene arrestato e si consegna, del tutto impassibile, alle inevitabili conseguenze del fatto - il processo e la condanna a morte - senza cercare giustificazioni, difese o menzogne. Meursault è un eroe "assurdo", e la sua lucida coscienza del reale gli permette di giungere attraverso una logica esasperata alla verità di essere e di sentire.

Un romanzo tradotto in quaranta lingue, da cui Luchino Visconti ha tratto nel 1967 l'omonimo film con Marcello Mastroianni.

"IL PRIMO DEI CENTO LIBRI IMPERDIBILI DEL NOVECENTO"  Le Monde

Albert Camus (1913-1960), nacque in Algeria, dove studiò e cominciò a lavorare come attore e giornalista. Affermatosi nel 1942 con il romanzo Lo straniero e con il saggio Il mito di Sisifo, raggiunse un vasto riconoscimento di pubblico con La peste. Nel 1957 ricevette il premio Nobel per la letteratura, per aver saputo esprimere come scrittore "i problemi che oggi si impongono alla coscienza umana". Di questo autore, oltre ai titoli già citati, Bompiani ha pubblicato Il rovescio e il dritto, Tutto il teatro, Caligola, I demoni, La caduta, L'uomo in rivolta, Il primo uomo, Taccuini 1935-1959, Questa lotta vi riguarda. Corrispondenze per Combat 1944-1947.
Nei classici Bompiani è disponibile il volume Opere. Romanzi, racconti, saggi. 


sabato 19 maggio 2018

Herman Melville - Moby Dick




Alla fine ci sono riuscito, ho finito Moby Dick di Melville.
La lettura di questo libro è stata per me una tra le più travagliate che possa ricordare. Mi ci sono voluti anni per portarla a termine. La iniziavo e la lasciavo, la ricominciavo e la riabbandonavo e non c’era verso per me di portarla a termine. Non perchè non mi piaceva, se devo essere sincero non ho una risposta precisa al motivo per cui proprio non riuscivo mai a finire questo libro. Eppure ha uno stile che mi piace da morire e Merville è davvero uno scrittore fantastico.
Mi si passi il termine, sono stato un po’ paraculo nel leggere questo libro anche perchè più che leggerlo l’ho ascoltato. Da qualche mese ho attivato il servizio di Amazon: Audible.
Con la nascita del secondo figlio, il già poco tempo libero che avevo a disposizione per leggere si è quasi del tutto azzerato e visto che non riesco proprio a vivere senza leggere, la soluzione degli audiolibri è stata la scelta migliore che avessi mai fatto. Siccome passo molto tempo in macchina nel traffico quotidiano, ascoltare un libro aiuta molto a rendere quei momenti più piacevoli. Audible è sicuramente la soluzione migliore per chi ama leggere ma ha poco tempo per farlo.
Passiamo ora alla lettura in questione. Prima però devo fare una ulteriore premessa. Un audiolibro, per essere godibile, deve necessariamente essere ben interpretato. IL narratore ha un ruolo fondamentale altrimenti ciò che si ascolta, per quanto interessante, diventa noioso e straziante.
Non è il caso di questa lettura disponibile su Audible. L’edizione che ho scaricato è la versione integrale tradotta da Alberto Rossatti e letta da Piero Baldini, un attore di teatro che è stato capace di tenere alto l’interesse anche nelle parti meno interessanti e in Moby Dick  ce ne sono parecchie, ma andiamo con ordine.
Per scrivere questa recensione mi sono rifatto alle due introduzioni delle due edizioni che ho di questo capolavoro. Edizione Mondadori con la bellissima introduzione di Fernanda Pivano la quale si rifà anche lei all’introduzione dell’edizione Adelphi tradotta da Cesare Pavese con una sua personale introduzione. Non posso che citare quindi le parole di Cesare Pavese per iniziare la recensione di questo epica lettura.
Pavese scrive: “Acab insegue Moby Dick per sete di vendetta, è chiaro, ma, come succede in ogni infatuazione di odio, la brama di distruggere appare quasi una brama di possedere, di conoscere. Se poi ricordiamo che Moby Dick assomma a sé la quintessenza misteriosa dell’orrore e del male dell’universo avremo senzaltro capito come le tante didascalie digressive, raziocinanti e scientifiche non si contrappongano al reverente timor sacro puritano ma piuttosto l’avvolgano in un lucido alone di sforzo, di indagine, di furore conoscitivo, che ne è come dire il riflesso laico”.
Per capire appieno il senso di quanto scritto si deve necessariamente leggere il capitolo “La bianchezza della balena” per cogliere il simbolismo del male incarnato nel libro dalla balena bianca.
Il libro mi ha suscitato emozioni contrastanti. Meglio specificare fin da subito che mi è piaciuto da morire ma molte parti, seppur molto interessanti, sono state difficili da portare a termine poiché trattano di argomenti che, se non si è grandi appassionati del settore, non si possono pienamente apprezzare.
Comunque ritengo che la lettura di questo classico, sia in qualche modo obligatoria, trovavo inaccettabile per me non esere mai riuscito a portare a termine un libro come Moby Dick. Un libro che incanta, che appassiona, che trasmette la passione di questo scittore per la caccia alle balene che, seppur oggi come oggi la trovo abberrante, nel contesto del romanzo e nel periodo in cui è stato scritto, era del tutto lecita e aveva un senso. Senso che oggi chiaramente non ha più.
Una lettura obbligatoria per chi ama i classici.

Per chi fosse interessato all'edizione da me ascoltata è questa: Moby Dick, Melville

Risveglio

Il suono della sveglia ti entra nella testa ancora ti rifiuti di svegliarti.  Lo senti arrivare da lontano  inesorabile ti penetra dentro il...