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lunedì 21 maggio 2018

Haruki Murakami - L'uccello che girava le viti del mondo



Qualche tempo fa ho finito la lettura di questo splendido libro di Murakami. Nella mia personale classifica si piazza al secondo posto tra 19Q4 e Kafka sulla spiaggia. Ho adorato questo libro e mi sono lasciato completamente trasportare dalle vicende dei molti personaggi che popolano questo romanzo. Come mi ha sempre abituato Murakami, i suoi personaggi sono incredibilmente vividi, reali, tangibili. Col passare delle pagine diventano amici. Impossibile non affezionarcisi. Murakami ha poi quel grande pregio, e invidio molto questa sua dote, di riuscire a dare una sensazione di profondità anche quando i suoi personaggi fanno le azioni più semplici come l'andare a fare la spesa o cucinarsi qualcosa. Nelle azioni più banali e quotidiane riesce a dare una profondità ai suoi personaggi grazie a quello che pensano e a quel suo stile unico di scrittura. Cucinare non è solo il semplice atto di prendere del cibo e metterlo sul fuoco, ma diventa un pretesto per delle profonde riflessioni sul senso della vita. Sto facendo un esempio molto generico ma questo autore riesce a trasportarti nella testa dei suoi personaggi in maniera unica. Su due piedi non so se conosca altri scrittori in grado di dar vita ai personaggi con questo stile. Ci sono sicuramente, e magari altrettanto bravi, ma nessuno ha questo suo modo unico di creare personaggi. La trovo come una sorta di firma personale. Murakami ha
quel modo di scrivere che mi ha conquistato già dal suo primo libro che ho letto, Norwegian Wood. Potrei stare ore a parlare di questo scrittore senza mai stancarmi. Tra gli scrittori contemporanei in vita è sicuramente il mio preferito e nella mia collezione, dei suoi libri, me ne mancano solo un paio. A casa, ho un ripiano della mia grande libreria dedicato solo a lui.

Parlando del libro in se, se dovessi descriverlo a qualcuno che non lo ha letto, mi rendo conto di trovarmi in grande difficoltà. Con un certo imbarazzo non saprei proprio da dove cominciare. Ci sono così tante storie all'interno di questo romanzo, così tanti personaggi, e ognuno la la sua  vita raccontata che è difficile descrivere il sottile filo che collega tutto quanto. Ritengo che sia come un contenitore di vite, una più interessante dell'altra. La trama è così fitta di eventi tanto diversi da loro ma altrettanto legati tra loro che solo quando si arriva alla fine il quadro d'insieme viene fuori. Dire che questo romanzo racconta le vicende di un uomo sposato e un giorno sparisce il gatto della moglie che lo supplica di ritrovarlo, e poi anche lei sparisce di punto in bianco, sarebbe riduttivo. La storia è costellata di personaggi pazzeschi, ognuno che vive in un proprio micromondo e l'unico modo per comprendere quello che sto cercando di dire è leggere questo fantastico romanzo. Alla fine della lettura, per quanto mi riguarda, ho vissuto una sorta di malinconia. Mi sono sentito come se degli amici mi avessero salutato e non gli avrei rivisti per molto tempo. Non è un libro facile da digerire, secondo la mia modesta opinione, Murakami o si ama o si odia. Io penso di avere una sensibilità tale da farmelo amare alla follia e già non vedo l'ora di rileggere questo libro che ritengo un suo grande capolavoro. Lo consiglio vivamente a chi ama questo scrittore, forse non lo consiglierei a chi vuole iniziare a conoscere Murakami, vista anche la mole del libro che conta oltre le ottocento pagine; ma se ancora non avete letto L'uccello che girava le viti del mondo e vi piace questo scrittore, questo libro vi toglierà il sonno.

sabato 27 luglio 2013

02: Jane Austen - Orgoglio e Pregiudizio

Scrivo questa recensione in riva al mare, su di un lettino sotto un ombrellone. Sono finalmente in vacanza e ho terminato la lettura di questo capolavoro in aereo poco prima di atterrare.
E' incredibile come, nonostante questo libro tocchi temi tanto futili, quali balli e corteggiamenti tra ricchi signori delle province inglesi di fine settecento, mi abbia così preso e fatto riflettere molto su "sentimenti" quali l'orgoglio e il pregiudizio.

Prima di toccare questo tema vorrei soffermarmi sulla scrittrice, la Austen ha uno stile che definirei fresco, vivace, arriva dritta al punto senza tanti giri di parole, riesce a descrivere i pensieri e le emozioni dei suoi personaggi in maniera limpida e cristallina. Dopo poche pagine, ho già avuto la sensazione di conoscere queste persone; mi sono sembrate così vere quasi che mi siano state realmente presentate e mi trovassi insieme a loro, in questi balli, pranzi o ricevimenti che era loro uso organizzare.
Mi hanno coinvolto così tanto le vicende di questi personaggi da farmi totalmente prendere dalla storia. La Austen, col suo stile è riuscita ad appassionarmi a vicende prive di quella profondità che generalmente vado a ricercare in un libro e in una storia.
Il fatto poi che abbia scritto questo indiscutibile capolavoro a soli ventuno anni, mi fa provare un profondo senso di invidia nei suoi confronti. Da sempre sogno di scrivere un libro e finora non ci sono mai riuscito. Confido nel futuro e spero che questo blog e questo progetto diventino gli stimoli giusti per realizzare questo mio piccolo sogno che ho nel cassetto ormai da troppi anni.

Passiamo ora a toccare il punto saliente sull'orgoglio e sul pregiudizio. Come possiamo definirli? Emozioni? Sentimenti? Passioni? Stati d'animo? O tutte queste cose insieme? Fatto sta che nella nostra vita, nel bene e nel male, tutto questo ci fa relazionare con le altre persone.
Quasi fossero i due lati della stessa medaglia questi due "sentimenti" ci influenzano sempre nei confronti delle persone che abbiamo di fronte e con le quali ci relazioniamo tutti i giorni. Quante volte ci è capitato di farci un'opinione su qualcuno anche per un solo piccolo pregiudizio, magari anche una opinione sbagliata e siamo troppo orgogliosi per ammettere di poter aver giudicato male.
Trovo che l'orgoglio e il pregiudizio siano molto legati tra loro, possono diventare davvero molto distruttivi se si lasciato troppo a briglie sciolte e ci facciamo troppo prendere da essi. Nella storia di questo libro si denota chiaramente quanto l'orgoglio e il pregiudizio delle persone possano essere tanto negativi da influenzare in maniera tanto dolorosa la vita e le vicende dei protagonisti.
A star troppo dietro all'orgoglio o al pregiudizio si rischia di non poter raggiungere quella felicità che in fondo all'anima ognuno di noi aspira. Come si può sottomettersi tanto a questi due stati d'animo senza aspettarsi di essere infelici? Realmente vogliamo questo nella nostra vita?

Questo libro mi ha davvero lasciato e insegnato tanto su queste due emozioni con le quali, mi rendo conto, convivo e troppe volte mi influenzano sulle scelte della vita, grandi o piccole che siano. Di certo, leggendo questo capolavoro, mi sono reso conto che nella vita, piuttosto che cadere vittima dell'orgoglio o del pregiudizio è meglio essere più pazienti e riflessivi per saper apprezzare la vera felicità o quanto meno ad avvicinarsi.
Una lettura che consiglio vivamente a tutti e che, una volta terminata, si intuisce per quale motivo sia entrata a far parte di questa lista. Libri come questo hanno davvero tanto da insegnarci, non vedo come si possa vivere senza averli letti.


Risveglio

Il suono della sveglia ti entra nella testa ancora ti rifiuti di svegliarti.  Lo senti arrivare da lontano  inesorabile ti penetra dentro il...