Ho finalmente finito la lettura di 19Q4 di Murakami. Che dire di questo romanzo. Appena letta l’utlima pagina ho sentito un grande vuoto dentro di me. I personaggi hanno iniziato a mancarmi sin da subito. La seconda cosa che ho pensato è stata “questo è il miglior libro di Murakami che ho letto finora, anche più di Norwegian wood e Kafka sulla spiaggia”. Infatti penso che ad ora, sia il suo miglior libro. E’ incredibile come sia riuscito a creare dei personaggi tanto vividi da sembrare reali. Murakami ha questa capacità di creare mondi e trascinartici dentro e le storie, riesce a fartele vivere sempre in prima persona. Hai sempre la sensazione di trovarti li con i protagonisti. Hai la sensazione di confrontarti sempre con loro e i loro pensieri. Riesce a creare mondi talmente reali che per quanto assurdi hanno una loro logica, delle loro regole e per quanto siano onnirici e distanti dalla realtà sono altrettanto veri e immersivi. 19Q4 è strano, è particolare. Non si tratta di capirlo o meno. Se si comincia la lettura di questo romanzo va vissuto. Se si comincia a leggere si entra a far parte di un mondo incredibile e tanto reale quanto particolare. Fatto di personaggi incredibili e bizzarri. Ognuno caratterizzato a modo suo, con una suo logica, con un suo modo di vedere la vita e relazionarsi con gli altri. Parsonaggi tanto veri che si fa fatica a credere che siano solo inventati. Poi quando il libro finisce, all’improvviso senti la loro mancanza. Leggere Murakami è come fare un viaggio. Inizia dalla prima pagina ed entri a far parte di un altro mondo, tutto da visitare con piacere e con una certa suggestione e rispetto. Questo scrittore riesce a creare delle realtà uniche, sempre in bilico tra sogno e realtà. A fine lettura ti senti come un turista appena tornato a casa dopo la vacanza più bella della sua vita. Penso che i libri devono avere questo scopo. Farci sempre sentire dei turisti in viaggio, farci conoscere persone sempre nuove, uniche e mai banali. Murakami finora c’è sempre riuscito in ogni suo libro. Soprattutto in questo 19Q4.
Una raccolta delle mie passioni....Si passa dai libri alla scrittura, dalla musica al cinema e alla fotografia. La vita è fatta anche di piccole cose...
domenica 7 maggio 2017
Haruki Murakami - 19Q4
Ho finalmente finito la lettura di 19Q4 di Murakami. Che dire di questo romanzo. Appena letta l’utlima pagina ho sentito un grande vuoto dentro di me. I personaggi hanno iniziato a mancarmi sin da subito. La seconda cosa che ho pensato è stata “questo è il miglior libro di Murakami che ho letto finora, anche più di Norwegian wood e Kafka sulla spiaggia”. Infatti penso che ad ora, sia il suo miglior libro. E’ incredibile come sia riuscito a creare dei personaggi tanto vividi da sembrare reali. Murakami ha questa capacità di creare mondi e trascinartici dentro e le storie, riesce a fartele vivere sempre in prima persona. Hai sempre la sensazione di trovarti li con i protagonisti. Hai la sensazione di confrontarti sempre con loro e i loro pensieri. Riesce a creare mondi talmente reali che per quanto assurdi hanno una loro logica, delle loro regole e per quanto siano onnirici e distanti dalla realtà sono altrettanto veri e immersivi. 19Q4 è strano, è particolare. Non si tratta di capirlo o meno. Se si comincia la lettura di questo romanzo va vissuto. Se si comincia a leggere si entra a far parte di un mondo incredibile e tanto reale quanto particolare. Fatto di personaggi incredibili e bizzarri. Ognuno caratterizzato a modo suo, con una suo logica, con un suo modo di vedere la vita e relazionarsi con gli altri. Parsonaggi tanto veri che si fa fatica a credere che siano solo inventati. Poi quando il libro finisce, all’improvviso senti la loro mancanza. Leggere Murakami è come fare un viaggio. Inizia dalla prima pagina ed entri a far parte di un altro mondo, tutto da visitare con piacere e con una certa suggestione e rispetto. Questo scrittore riesce a creare delle realtà uniche, sempre in bilico tra sogno e realtà. A fine lettura ti senti come un turista appena tornato a casa dopo la vacanza più bella della sua vita. Penso che i libri devono avere questo scopo. Farci sempre sentire dei turisti in viaggio, farci conoscere persone sempre nuove, uniche e mai banali. Murakami finora c’è sempre riuscito in ogni suo libro. Soprattutto in questo 19Q4.
martedì 12 luglio 2016
Alla ricerca di Moby Dick
Si torna a navigare tra le pagine di una nuova lettura. Questa volta ho scelto Moby Dick, un classico tra i classici. Lo avevo iniziato molto tempo fa e mai portato a termine. Questa volta non ho scuse, mi imbarco sulla Pequod insieme al capitano Ahab e mi metto alla ricerca di Moby Dick, la balena bianca.

Note di copertina
Nel febbraio del 1850 Herman Melville si accingeva a scrivere l'ennesimo libro ispirato alle sue avventure nei Mari del Sud. A luglio l'opera era quasi finita e Melville si recò per riposarsi nel Massachusset, dove conobbe Nathaniel Hawthorne. L'incontro con il celebre collega, sottile indagatore del male annidato nell'animo umano, e la profonda meditazione delle tragedie shakespeariane spinsero Melville a modificare profondamente l'impianto originario del testo. Nacque così Moby Dick, uno dei grandi capolavori della lettera americana, pubblicato a Londra e New York nell'autunno del 1851. In queste pagine Melville supera i moduli picareschi, satirici e avventurosi delle opere precedenti e approda al mondo grandioso dell'epopea: Moby Dick è infatti un libro in cui il mare, ricco di echi biblici e omerici, diventa il regno dei mostri, del terrore, dell'inconoscibile. Contro tutto ciò combatte il Capitano Ahab, nella sua lotta ostinata e titanica con la Balena Bianca, oscura e insondabile energia che sfida l'uomo dal cuore stesso del cosmo. Come scrive Fernanda Pivano nell'Introduzione a questo volume, <La poesia del libro è fatta di atmosfere sospese, di ritorni tematici, di ambivalenze figurative che aggiungono al reale un alone di mistero in cui si esprime la mitica tensione della lotta>.
Traduzione di Cesarina Minoli
Revisione e note di Massimo Bacigalupo
12: Tolstòj - Guerra e pace
Non è stato facile, è stata un'esperienza lunghissima ma alla fine eccomi qui, al termine di questa colossale lettura che per mesi e mesi mi ha tenuto compagnia. Ora, elaborare un recensione per questo libro non sarà certo facile, ci sarebbe veramente troppo da dire e personalmente quasi non mi sento degno di esprimere un giudizio per questa importante opera. Iniziamo col dire che, portatata a termine, mi ha dato un senso di appagamento non indifferente, mi sono sentito davvero orgoglioso di aver finito di leggere questa opera che per troppo tempo aspettava pazientemente sullo scaffale della mia libreria.
Ora vorrei cercare di dare un ordine a questa mia personale opinione su Guerra e pace e vorrei iniziare con una riflessione che ho avuto mentre leggevo e mi appassionavo alle vicende dei protagonisti di questo romanzo. Pensavo alla differenza che passa tra le persone che vivevano allora e a noi. Guerra e pace è stato pubblicato per la prima volta sulla rista Russkij Vestnik tra il 1865 ed il 1869 e come tutti i romanzi di appendice usciva a puntate una volta alla settimana quasi come fosse una puntata di una soap opera che mandano in onda una volta alla settimana. Mi fa molto riflettere di per se questa cosa e se in un primo momento tralasciamo i contenuti di ciò che usciva un tempo e i contenuti di adesso (mentre leggevo pensavo spesso a Beautiful e ci tengo a specificare che non mi permetterei mai di paragonare Guerra e pace a Beautiful, penso che Toltoj friggerebbe nella tomba se lo venisse a sapere) penso che la voglia di raccontare storie ci sia sempre stata e non morirà mai. Ora però, se penso ai contenuti, mi scende una grande amarezza. Oggi come oggi è difficile trovare quella profondità di contenuti che c'erano un tempo. Ora si spettacolarizza e si legge sempre meno, prima si leggeva di più ed i contenuti erano ricchi di valori e nei testi si denotava la passione dell'autore per dei temi a lui cari come la vita, la morte, la politica, la storia, la società, l'uguaglianza, la giustizia, ecc. Non dico che oggi come oggi non ci siano più questi valori, sarei un ipocrita, ma sono certo la ricerca di questi valori nei romanzi odierni o nelle soap opere (vedi Beautiful) sia molto più difficile. La ricchezza di contenuti di un romanzo come Guerra e Pace spazia in tantissime direzioni, dalla filosofia sulla condizione umana alla politica, dalla frivolezza della borghesia al senso della vita, dall'amore all'odio, dalla guerra alla pace. Leggere guerra e pace significa entrare in contatto con un patrimonio dell'umanità, è una lettura fondamentale che almeno una volta nella vita vada fatta. Mi ha arricchito di tante esperienze di vita diverse. I libri servono a questo e l'autore è sicuramente riuscito nel suo intento. Non nego che ci siano parti che scorrono con una lentezza infinita, ma anche quelle in un certo senso ci arricchiscono e ci insegnano qualcosa. Questo romanzo, ma come quasi tutti del resto, ha i suoi alti e i suoi bassi. Ma quando sono arrivato alla fine, la soddisfazione che mi ha lasciato questa lettura era tantissima. Di tutte le ore, i giorni e i mesi che gli ho dedicato, arrivato all'ultima riga, sono stato ripagato di tutto il tempo speso con una gioia e soddisfazione incalcolabile. Ad ora solo un altro libro mi ha regalato la stesso livello di emozione. Ma qui parliamo del mio preferito e non voglio andare fuori tema. Guerra e pace mi ha davvero lasciato tanto, non sono sicuramente la stessa persona di quando l'avevo iniziato. Sono molto grato all'autore per averci lasciato un capolavoro di quasta levatura. Ritengo che sia imparagonabile a qualsiasi romanzo contemporaneo. Questa è una lettura che sento davvero di consigliare col cuore, non bisogna lasciarsi scoraggiare dalla lunghezza e dalla mole dell'opera. Il tempo speso è tutto di guadagnato. Ci sono parti che scorrono lente ma altre che vi terranno incollati alle pagine fino a notte fonda. Con me è stato così.
giovedì 29 ottobre 2015
Guerra e Pace - Tomo due
Ed anche il secondo volume è stato portato a termine, il libro mi sta prendendo sempre di più, ci sono alcune parti che sembrano leggersi da sole. Mi sta piacendo davvero tanto questa lettura che sto trovando davvero interessante sotto tutti i punti di vista. Ancora non state leggendo Guerra e Pace? Fatelo!
lunedì 12 ottobre 2015
Guerra e Pace - Tomo uno
Ho appena concluso la lettura del primo libro dei quattro volumi della mia edizione oscar Mondadori di Guerra e Pace del grandissimo scrittore russo Lev Tolstoj. Che dire finora? Bhe, le mie asettative stanno andando bel oltre quanto avessi immaginato, questo romanzo si sta rivelando, capitolo dopo capitolo, un capolavoro monumentale della letteratura mondiale. I russi hanno davvero di che essere orgogliosi di questi capolavori. Non vedo l'ora di andare avanti nella lettura. Non bisogna assolutamente farsi spaventare dalla mole del libro, scorre che una meraviglia e la storia ti tiene incollato alle pagine e sveglio la notte. Non sono riuscito a fare a meno di restare sveglio fino a tardi per leggere "un altro capitolo e poi basta..."
lunedì 5 ottobre 2015
domenica 4 ottobre 2015
11: Dostoevskij - Delitto e Castigo
Leggendo questo libro, la che cosa che il più delle volte mi è venuta in mente, è di come molte persone (anche troppe oserei dire) approccino i classici del genere, etichettandoli come mattoni o letture pesanti, anche "pallosi" per usare un gergo da poco tempo ascoltato in alcune conversazione. Partono con un pregiudizio di fondo che ritengo essere inopportuno e insensato. Posso riconoscere che alcune letture siano più pesanti rispetto ad altre ed anche meno scorrevoli, ho ancora la mia personale esperienza con Cent'anni di solitudine sulle spalle. Ma nonostante questo ne riconosco il grande valore letterario. Perdersi delle letture del genere, e ora mi riferisco nello specifico a Delitto e Castigo, non riesco proprio a capacitarmene. Qui si tratta di perdersi una lettura in se ricca di significati, ricca di spunti di riflessione, ci si ritrova totalmente immersi nella lettura che risulta essere di una scorrevolezza appagante. Mi sono letteralmente divorato capitolo dopo capitolo, Dostoevskij è riuscito a dare un ritmo sempre più incalzante pagina dopo pagina, ci si ritrova senza rendersene conto ad aver trascorso ore e centinaia di pagine lette con quella voglia di continuare e vedere cosa succede. Non è mia abitudine, nelle mie recensioni, scrivere della trama, non lo farò nemmeno adesso ma voglio soffermarmi sui personaggi che Dostoevskij ha tratteggiato magnificamente in questo meraviglioso romanzo. Immancabilmente, come mi era capitato con L'Idiota, ci si affeziona al protagonista, Roskol'nikov, ex-studente tormentato da mille pensieri, che nonostante compia un atto disdicevole, nei suoi deliri, ha una morale di fondo su cui si possa riflettere e dibattere a lungo. Alcune parti del romanzo infatti, sono così ricche del pensiero dell'autore che si potrebbe discorrere per ore ed ore sui suoi immortali pensieri. Dostoevskij, ha messo tanto della sua vita in questo libro, il suo pensiero lo ha trasmesso con i suoi romanzi e lo ha proposto adesso a noi, diventando di diritto uno tra i tanti immortali della letteratura. Perdersi tutto questo lo reputo un delitto e non può essere di certo un castigo una lettura del genere. Sono queste infatti, le letture che portate a termine, immancabilmente ti fanno sentire una persona migliore, ti arricchiscono l'anima e non ci si potrà mai stancare di rileggere. Ora capisco perfettamente, citando Italo Calvino, il significato del modo di dire "rileggere un classico."
Non mi resta che consigliare vivamente a tutti questa lettura, la quale non vi lascerà affatto indifferenti e consiglio vivamente di non soffermasi al banale pregiudizio che "classico" significhi necessariamente "palloso".
Ci tengo a ringraziare il mio caro Amico e compagno di passioni, A.C. per aver letto insieme questa bellissima lettura che di certo, non sarà l'ultima.
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