sabato 8 febbraio 2014

Italo Calvino - Se una notte d'inverno un viaggiatore

Mi sono preso un'altra pausa da Proust e tutto d'un fiato mi sono divorato questo capolavoro di Italo Calvino. Il mio primo pensiero è stato: questo è uno dei più bei romanzi che abbia mai letto. Nella mia sconfinata ignoranza, non avevo mai letto nulla di questo scrittore o forse ho dei ricordi troppo lontani nel tempo per poterlo affermare con certezza. Di sicuro alle scuole qualche brano di Italo Calvino l'avrò letto. Certo è che sicuramente non sarà l'ultimo libro che leggerò di Calvino e che entrerà a far parte dei fuori lista di questo blog. 




Note di copertina

"L'impresa di cercare di scrivere romanzi 'apocrifi', cioè che immagino siano stati scritti da un autore che non sono io e che non esiste, l'ho portata fino in fondo nel mio libro Se una notte d'inverno un viaggiatore. E' un romanzo sul piacere di leggere romanzi; protagonista è il Lettore, che per dieci volte comincia a leggere un libro che per vicissitudini estranee alla sua volontà non riesce a finire. Ho dovuto dunque scrivere l'inizio di dieci romanzi d'autori immaginari, tutti in qualche modo diversi da me e diversi tra loro... Più che d'identificarmi con l'autore di ognuno dei dieci romanzi, ho cercato d'identificarmi col lettore: rappresentare il piacere della lettura d'un dato genere, più che il testo vero e proprio. Ma soprattutto ho cercato di dare evidenza al fatto che ogni libro nasce in presenza d'altri libri, in rapporto e in confronto ad altri libri.                                                                                                                                                                                                                     Italo Calvino"
   
Difficile aggiungere altro oltre le note di copertina, altre parole per descrivere questo romanzo semplici come quello di Calvino stesso non ne trovo. Trovo incredibile il modo in cui sia riuscito nel suo intento, un vero maestro di scrittura. E' riuscito a farmi sentire parte attiva di questo libro come nessun romanzo sia mai riuscito. Quando parla del piacere della lettura non immaginavo quanto piacere potessi provare nel leggere queste pagine. Ho trascorso dei momenti davvero piacevoli e spesso non riuscivo a staccarmene. Sono libri del genere che ti fanno amare la lettura e proprio come sostiene Calvino, ti invogliano a leggerne altri, ad amare la letteratura nella sua più ampia gamma di stili e ramificazioni, ad amare i libri e quello che riescono a darti. 
Secondo la mia personalissima opinione, questa lettura deve essere immancabile per chi sostiene di amarla. Un libro che forse poteva benissimo arrivare tra le mie mani molto prima, ma che in fondo, non è mai troppo tardi per saperlo apprezzare! 
Non mi resta che consigliare con tutto il cuore questo libro, e augurare a chi vorrà trascorrere delle piacevoli ore insieme a Calvino, una buona lettura.

sabato 21 dicembre 2013

Ci vuole concentrazione....



Devo essere sincero, anche questa volta sto faticando tantissimo a portare a termine questa lettura. Il fatto che non ci sia la suddivisione in capitoli mi sta uccidendo. Sia chiaro leggere Proust è bellissimo, soddisfacente e la sua scrittura è di una ricercatezza che pochi scrittori hanno. La difficoltà è nel riuscire a stargli dietro. Sembra che la storia faccia fatica a spiccare il volo, ci sono così tante divagazioni (stupende, sia chiaro) che ti fanno perdere il filo del discorso e qui entra in gioco la concentrazione che non sempre si può avere per chi, come me, fa un tipo di vita molto frenetico. Trovare quella pace, ho meglio ancora, il tempo di concentrarsi come si deve è difficile, quindi la lettura diventa lenta e logorante. Mi sta piacendo tantissimo leggere Proust ma forse ho sbagliato periodo della mia vita. In questo momento, ritengo che sia una lettura che ha bisogno dei suoi tempi, dei giusti momenti di concentrazione per essere goduta al cento per cento e io sto riuscendo a goderne solo in parte.



mercoledì 20 novembre 2013

Thè e Proust


Thè e Proust un connubio perfetto in questa giornata uggiosa costretto a casa. Si sposano una meraviglia insieme.

giovedì 14 novembre 2013

All'ombra delle fanciulle in fiore


Dopo una pausa dal primo volume intervallata da una lettura fuori lista, sono ripartito, da qualche giorno, con il secondo volume della ricerca del tempo perduto. Ora è il turno di "All'ombra delle fanciulle in fiore". Lo stile non si discosta affatto dal volume precedente. Un'altro lungo viaggio è iniziato...

Note di copertina

In questo volume l'amore e l'arte, lungi dall'escludersi, si aiutano a vicenda: ma questa felice intesa si rivelerà una delle tante illusioni e false piste di cui è disseminato il cammino della Ricerca; illusioni di cui non si può nemmeno dire che siano necessarie a preparare la finale scoperta della verità, dal momento che questa è concessa in modo capriccioso e imprevedibile.
                                                     -GIOVANNI BOGLIOLO

07: Marcel Proust - Alla ricerca del tempo perduto Vol.I - Dalla parte di Swann


"In realtà, non si rassegnava mai a comperare nulla da cui non si potesse trarre qualche vantaggio intellettuale, e soprattutto quello che ci procurano le cose belle insegnandoci a cercare la gioia altrove e non nella soddisfazione del benessere e della vanità. Anche quando doveva fare a qualcuno un regalo cosiddetto utile [...] li cercava <antichi>, come se per il lungo disuso che ne aveva cancellato il carattere di utilità sembrassero disposti più a raccontarci la vita degli uomini di una volta che assolvere i bisogni della nostra."

Finalmente mi appresto a scrivere la recensione del primo volume di Alla ricerca del tempo perduto di Marcel Proust, per la precisione, Dalla parte di Swann. Devo essere sincero, ho faticato tantissimo a portare a termine la lettura di questo libro ed è stato quindi difficile valutarlo. Certo è che, portare a termine una lettura del genere mi ha dato una certa soddisfazione personale. Prima di andare avanti con la mia personale opinione vorrei soffermarmi sulla struttura di questo romanzo che si discosta molto dai normali canoni.
Il libro è diviso in tre parti: Combray, Un amore di Swann, Nomi di paesi: il nome. Non abbiamo la suddivisione in capitoli di queste parti e il romanzo si presenta come un continuo flusso di coscienza dello scrittore che inizia a ripercorrere la sua vita dall'infanzia. In questo modo è stato molto difficile riuscire a star dietro al filo conduttore del romanzo. Più di una volta, è stata necessaria una rilettura per non perdersi nei meandri dei pensieri dell'autore. Devo ammettere che questa è stata una, se non la lettura, più difficile che abbia mai portato a termine. E pensare che questo è solo il primo volume, ne mancano ancora sei...
Tornando a noi, in questa lettura il tempo sembra dilatarsi, i ricordi affiorano dal passato in un vortice di pensieri, fobie, ansie e paure, resi dall'autore così palpabili da diventare immortali. Ripercorre la sua vita seguendo un flusso di ricordi della sua infanzia, le colazioni, i pranzi, i sabati e le domeniche in chiesa, gli incontri, le passeggiate,  rivivendo il passato per renderlo eterno. Proust sembra cullarti piano piano nei suoi pensieri, accompagnandoti in un viaggio così tanto introspettivo all'interno della propria anima. Ad esempio, semplicemente bevendo un sorso di tè: 

"Un piacere delizioso mi aveva invaso, isolato, senza ne sapessi la ragione. Mi aveva reso immediatamente indifferenti le vicissitudini della vita, inoffensivi i suoi guasti, illusoria la sua brevità, allo stesso modo cui agisce l'amore, riempiendomi di un essenza preziosa: o piuttosto quell'essenza non era in me, era me stesso. Avevo smesso di sentirmi mediocre, contingente, mortale. Da dove poteva venirmi questa immensa gioia? Sentivo che era legata al sapore del tè e del dolce, ma lo superava indefinitamente, non doveva essere della stessa natura. Da dove veniva? Che cosa significava? Dove afferrarla? Bevo un secondo sorso, ma non vi trovo niente di più di quanto ho trovato nel primo. Un terzo mi reca qualcosa di meno del secondo. Bisogna che smetta, la virtù della bevanda sembra diminuire. E' chiaro che la verità che cerco non è in essa ma in me. Essa l'ha risvegliata..."    

Non mi è mai capitato di leggere un romanzo tanto introspettivo come questo, sembra proprio di vivere in prima persona tutto ciò che pensa lo scrittore. Proust ci mette a disposizione tutta la sua vita, è una continua ricerca del tempo passato, dei ricordi, delle emozioni del proprio animo e delle persone che hanno fatto parte della sua vita. Una continua ricerca di se stesso, anche come scrittore. Tra le altre cose è presente quello che ritengo sia stato per Proust un elogio alla scrittura, più di una volta vengono fuori elogi alla letteratura e alla sua passione di scrittore, c'è nel libro quello che sembra essere un bellissimo esercizio di scrittura..

"Soli, elevandosi dal livello della pianura e come spersi in aperta campagna, salivano verso il cielo i due campanili di Martinville. Ben presto ne vedemmo tre: un campanile ritardatario. quello di Vieuxvicq, li aveva raggiunti, venendo a porsi con un'ardita giravolta di fronte ad essi. I minuti passavano, andavamo veloci, e tuttavia i tre campanili erano sempre in lontananza dinanzi a noi, come tre uccelli posati sulla pianura, immobili e invisibili al sole. Poi il campanile di Vieuxvicq si scostò, prese le distanze, e i campanili di Martinville restarono soli, illuminati dalla luce del tramonto che vedevo anche a quella distanza giocare e sorridere sulle falde del tetto. Ci avevamo messo così tanto ad avvicinarci ad essi e pensavo a quanto tempo ancora ci sarebbe voluto per raggiungerli, quando, all'improvviso, dopo una svolta, la carrozza ci depose ai loro piedi; ci erano comparsi così bruscamente davanti che ci restò solo il tempo di fermarci per non finire addosso al portale. Proseguimmo la nostra strada; avevamo già lasciato Martinville da un pò di tempo e il paese dopo averci accompagnato per qualche istante era sparito ma, rimasti soli all'orizzonte a guardarci fuggire, i suoi campanili e quello di Vieuxvicq agitavano in segno di addio le loro cime illuminate dal sole. A volte uno scompariva perché gli altri due potessero scorgerci un istante ancora; ma la strada cambiò direzione, essi virarono nella luce come tre perni dorati e scomparvero dinanzi ai miei occhi. Ma, poco dopo, quando eravamo già nei pressi di Combray, essendo il sole ora tramontato, li rividi un'ultima volta da molto lontano, e ormai apparivano soltanto come tre fiori dipinti nel cielo al di sopra della bassa linea dei campi; mi fecero venire in mente le tre ragazze di una leggenda, abbandonate in un luogo solitario su cui già scendeva la notte; e mentre ci allontanavamo al galoppo, li vidi timidamente cercare la loro strada e, dopo qualche goffo ondeggiamento dei loro nobili profili, stringersi l'uno contro gli altri, scivolare l'uno dietro l'altro e formare nel cielo ancora rosa una sola sagoma nera, incantevole e rassegnata, poi spegnersi nella notte."

Leggere questo libro significa fare un lungo viaggio dentro i ricordi dello scrittore, dentro la vita delle persone che ne hanno fatto parte, non è facile e di sicuro non è una lettura per tutti. Sento di consigliare questo libro solamente a chi è armato di una forte dose di pazienza, perchè quella che sta per intraprendere non è una lettura come tante altre, ma è semplicemente l'intera vita di un grandissimo scrittore. Onestamente non so se questo libro mi sia piaciuto, trovo che sia stata però una bellissima esperienza e ritengo che almeno una volta nella vita, se si ama la letteratura, "Alla ricerca del tempo perduto" meriti di essere letto. E' comunque un bellissimo viaggio.

"Essi non erano che un esile frammento tra impressioni contigue che formavano la nostra vita di allora; il ricordo di una certa immagine non è che il rimpianto di un certo istante; e le case, le strade, i viali, sono fugaci, ahimè! come gli anni."



venerdì 11 ottobre 2013

Ci siamo quasi...

Questa lettura è stata molto dura per me da portare a termine, un po per il periodo molto impegnato e un po perché è decisamente una lettura impegnativa, ma ecco che mancano una trentina di pagine alla conclusione del primo volume da cui è composta la ricerca del tempo perduto di Proust.
Chi la dura la vince!

domenica 1 settembre 2013

Dalla parte di Swann - Alla ricerca del tempo perduto

Ho iniziato da un paio di giorni la lettura del primo volume da cui è composta Alla ricerca del tempo perduto di Marcel Proust. Per ora trovo che questa lettura abbia bisogno di una grande dose di concentrazione per leggerla, bisogna avere molta attenzione per seguire i ragionamenti dell'autore. E' davvero magnifica!


Note di copertina

"Dalla parte di Swann ha nella Ricerca del tempo perduto la funzione di un preludio, in cui tutti i maggiori personaggi vengono annunciati e messi in scena per la prima volta. Ma bisogna fare attenzione: come il senso della ricerca si chiarirà solo alla fine, così temi e personaggi subiranno nel corso dell'opera varie metamorfosi, tali da renderli pressoché irriconoscibili."

-Giovanni Bogliolo





Risveglio

Il suono della sveglia ti entra nella testa ancora ti rifiuti di svegliarti.  Lo senti arrivare da lontano  inesorabile ti penetra dentro il...